Sparky, la mia V-Strom 650, tra gli alberi fioriti del basso Piemonte.
Sparky, la mia V-Strom 650, tra gli alberi fioriti del basso Piemonte.
La Suzuki V-Strom è una di quelle moto che raramente fanno innamorare al primo colpo, ma che spesso diventano difficili da sostituire. Non è la più bella, non è la più leggera, non è la più potente, non è la più specialistica. Però funziona. E nel mondo reale, questa è una qualità più rara di quanto sembri.

La V-Strom nasce come moto intelligente prima ancora che come adventure. È una crossover stradale con postura comoda, motore elastico, ruota anteriore da 19 pollici nelle versioni classiche, buona autonomia, costi ragionevoli e una robustezza che l’ha resa una piccola istituzione tra chi viaggia davvero. La 650 deriva concettualmente dal mondo SV650: stesso ceppo tecnico del bicilindrico a V di 645 cm³, ma adattato a un uso più turistico, più fluido, più quotidiano. È, in sostanza, una SV più comoda, più protettiva e più adatta alla lunga distanza, con un motore accordato per privilegiare l’erogazione ai bassi e medi regimi rispetto alla prestazione pura.

La V-Strom 1000, invece, nasce prima: debutta nel 2002 e porta in una moto alta, comoda e viaggiante il grosso bicilindrico a V imparentato con quello della TL1000S/TL1000R. È stata una delle prime vere concorrenti nel mercato adventure-touring moderno e ha sempre vissuto in parallelo alla 650, senza sostituirla davvero. Sono due interpretazioni diverse dello stesso concetto.

La V-Strom è stata forgiata nel tempo, a partire da un gran motore raffinato, costruendoci intorno una moto dalla grande efficacia. Una moto polivalente come poche.

Perché comprare una V-Strom

La risposta seria è: perché vuoi una moto da usare, non da spiegare.

La V-Strom è una moto da chilometri, da statali, da brutto tempo, da valigie, da città, da passi alpini, da vacanza in coppia, da commuting settimanale e da domenica lunga. Non è una enduro vera, anche se alcune versioni più recenti hanno alzato molto l’ambizione fuoristradistica. Non è una sport-tourer pura, anche se su strada può tenere ritmi molto dignitosi. Non è una maxi da status, anche se può accompagnarti ovunque.

Il suo valore sta nella somma. È una moto che non eccelle in un singolo parametro, ma sbaglia poco. Questa è la sua forza.

La 650, soprattutto, incarna bene una verità spesso dimenticata: una moto non deve impressionarti per essere giusta. Deve permetterti di guidare bene, a lungo, senza ansia, senza fatica inutile e senza costi sproporzionati. In questo senso è una delle moto più razionali prodotte negli ultimi vent’anni.

Breve storia della famiglia V-Strom

Suzuki V-Strom 1000 DL1000, 2002-2010

La prima V-Strom è la 1000. Arriva nel 2002 con un bicilindrico a V di 996 cm³ derivato dalla famiglia TL/SV1000, telaio in alluminio, ruota anteriore da 19 pollici, impostazione alta e turistica. Suzuki la presenta come una moto capace di unire elementi adventure, sportivi e turistici: una nuova interpretazione per la casa, con aspetto da adventure tourer, motore V-twin prestazionale e telaio in alluminio.

È una moto interessante, ma non perfetta. La prima serie ha carattere, coppia e presenza, però può essere ruvida nell’erogazione e meno equilibrata della 650. È più adatta a chi viaggia carico, in coppia o in autostrada, meno a chi cerca agilità e semplicità.

Suzuki V-Strom 650 DL650, dal 2004

La 650 arriva nel 2004 e diventa rapidamente la V-Strom più amata. Il bicilindrico a V di 645 cm³ è uno dei grandi motori medi giapponesi: abbastanza brillante, molto regolare, affidabile, economico da gestire. Suzuki la imposta come una moto meno potente della 1000, ma più accessibile, più facile, più leggera nella guida quotidiana.

La V-Strom 650 è prodotta in più generazioni. La prima va dal 2004 al 2011; la seconda arriva nel 2012 con estetica rivista, consumi migliorati, telaio ed ergonomia aggiornati; la terza debutta nel 2017 con ulteriore restyling, controllo di trazione, Easy Start e Low RPM Assist. Suzuki dichiara per la V-Strom 650/XT un motore bicilindrico a V di 90°, 645 cm³, peso in ordine di marcia di 213 kg per la base e 216 kg per la XT, sella a 835 mm e serbatoio da 20 litri.

Suzuki V-Strom 1000 seconda serie, 2014-2019

Nel 2014 la V-Strom 1000 cambia molto. Diventa più moderna, più precisa, più pulita nell’erogazione, con ABS e controllo di trazione. Resta una maxi relativamente semplice rispetto alle concorrenti europee, ma proprio per questo conserva un certo fascino: meno elettronica spettacolare, meno status, più sostanza.

È una delle V-Strom più interessanti da comprare usate, perché costa spesso meno delle maxi adventure più blasonate e offre una combinazione molto forte di affidabilità, coppia, comfort e semplicità.

Suzuki V-Strom 1050, dal 2020

Nel 2020 arriva la V-Strom 1050. Nonostante il nome, il motore resta un 1037 cm³ V-twin a 90°, aggiornato nell’elettronica, nelle emissioni e nella gestione. Suzuki dichiara per la 1050 un bicilindrico a V di 1037 cm³, raffreddato a liquido, DOHC, con potenza di 79 kW a 8.500 giri e consumi dichiarati di 4,9 l/100 km.

È più moderna, più dotata, più sicura, ma anche meno “povera” in senso buono. Rispetto alla vecchia 1000 è più completa, ma perde un po’ di quella semplicità meccanica che rendeva le V-Strom precedenti così rassicuranti.

Suzuki V-Strom 800DE e 800RE, dal 2023

La vera rottura arriva con la V-Strom 800DE. Suzuki abbandona il bicilindrico a V nella media cilindrata e introduce un bicilindrico parallelo da 776 cm³ con manovellismo a 270°. La 800DE ha ruota anteriore da 21 pollici, sospensioni a lunga escursione, maggiore attitudine allo sterrato e un’impostazione più adventure rispetto alla vecchia 650. Suzuki dichiara per la 800DE peso in ordine di marcia di 230 kg, altezza sella di 855 mm, luce a terra di 220 mm e ruote 21/17 con pneumatici con camera d’aria.

La 800RE, invece, è la versione più stradale: ruota anteriore da 19, cerchi in lega, pneumatici tubeless, sella più bassa e impostazione più vicina alla tradizione V-Strom. È probabilmente la vera erede concettuale della 650 per chi fa soprattutto strada. Le schede tecniche riportano per la 800RE peso di circa 223 kg, sella a 825 mm, serbatoio da 20 litri e ruote 19/17.

Quale V-Strom comprare

ModelloPregi principaliDifetti principaliA chi la consiglio
V-Strom 650 2004-2011Economica, robusta, comoda, sempliceEstetica datata, sospensioni basiche, ABS non sempre presenteBudget basso, prima moto da viaggio, uso quotidiano
V-Strom 650 2012-2016Più moderna e matura della prima serieMeno fascino “grezzo”, dotazione ancora sempliceMiglior compromesso qualità/prezzo
V-Strom 650 2017-2025Controllo di trazione, consumi buoni, affidabilità, XT interessanteMotore ormai anziano, sospensioni tranquilleChi vuole una moto totale, affidabile e poco impegnativa
V-Strom 1000 2002-2010Motore pieno, prezzi bassi, carattereErogazione ruvida, età, qualche attenzione meccanicaChi vuole una maxi economica e ha spirito pratico
V-Strom 1000 2014-2019Grande equilibrio, coppia, affidabilità, elettronica essenzialeMeno fascino delle europee, peso percepibileMiglior maxi V-Strom usata per rapporto prezzo/sostanza
V-Strom 1050 2020+Motore maturo, elettronica, comfort, personalità esteticaPrezzi più alti, più complessaChi vuole una maxi moderna senza entrare nel mondo GS/Multistrada
V-Strom 800DEMotore moderno, sospensioni serie, ruota da 21, più off-road230 kg, camere d’aria, altaChi vuole fare anche sterrato vero ma non estremo
V-Strom 800REPiù stradale, tubeless, sella più bassa, motore modernoMeno adatta al fuoristrada della DEChi cerca l’erede moderna della 650

La migliore V-Strom usata: la 650

Suzuki V-Strom 650 prima serie
Suzuki V-Strom 650 prima serie · Vedi la scheda

Per molti motociclisti la risposta resta sempre la stessa: V-Strom 650.

La 650 ha abbastanza motore per viaggiare, abbastanza protezione per macinare chilometri, abbastanza agilità per non diventare faticosa, abbastanza semplicità per non farti tremare ogni volta che entra in officina. È una moto che perdona molto e chiede poco. In città non è piccola, ma si gestisce. In autostrada non è una granturismo, ma ci sta. In montagna non è una sportiva, ma se guidata bene sa essere sorprendentemente efficace.

Il suo limite vero è che non emoziona chi cerca teatralità. Il V-twin è piacevole, ma educato. La ciclistica è sana, ma non raffinata. I freni fanno il loro lavoro, ma non mordono come su moto più sportive. Le sospensioni, soprattutto sulle prime serie, sono turistiche e possono andare in crisi se si guida forte, in due o carichi.

La V-Strom 1000/1050: quando serve più motore

Suzuki V-Strom 1000 / 1050
Suzuki V-Strom 1000 / 1050 · Vedi la scheda

La 1000 e la 1050 hanno senso se fai molta autostrada, viaggi spesso in coppia, porti bagagli o vuoi più coppia senza dover tirare il motore. Il bicilindrico grande dà più presenza, più spinta, più respiro nei sorpassi. Ma ha anche più on/off rispetto alla 650 ed è più pesante.

La prima DL1000 è affascinante perché oggi si trova a prezzi spesso interessanti, ma va comprata con attenzione. È una moto ormai anziana, e alcune unità possono avere avuto manutenzione discontinua. La seconda serie 2014-2019 è molto più consigliabile: più moderna, più equilibrata, più sicura, ma ancora relativamente semplice.

La 1050 è la scelta più moderna. Ha più elettronica, più sicurezza e una linea che richiama volutamente le vecchie Suzuki DR Big. È una moto più adulta e più completa, ma anche meno “affare nascosto”: il mercato l’ha già capita.

La V-Strom 800DE e 800RE: il cambio di epoca

La V-Strom 800 è importante perché segna il passaggio dalla vecchia filosofia Suzuki del V-twin medio alla nuova piattaforma bicilindrica parallela. Non è solo una sostituzione tecnica: è un cambio culturale.

La 800DE è molto più adventure della 650. La ruota da 21, le sospensioni con maggiore escursione e la posizione più alta la rendono più credibile su sterrato. Però pesa 230 kg. Questo va detto chiaramente: è una moto capace, ma non è una enduro leggera. Su strada bianca, piste facili e viaggi avventurosi va molto bene; nel tecnico, nel fango o nelle mulattiere, il peso resta peso.

La 800RE è forse la più coerente per chi ha sempre amato la V-Strom come moto stradale totale. Ruota da 19, tubeless, sella più bassa, impostazione più turistica. Meno immagine adventure, più sostanza quotidiana.

Prezzi dell’usato in Italia, giugno 2026

I prezzi cambiano molto in base a anno, chilometri, accessori, zona, condizioni e tipo di venditore. Però gli annunci italiani di giugno 2026 danno un quadro abbastanza chiaro.

Per la V-Strom 650, gli annunci recenti mostrano esemplari vecchi 2006-2007 tra circa 1.900 e 3.600 euro, mentre le 2021-2025 stanno spesso tra circa 5.300 e 7.500 euro.

Per la V-Strom 1000, gli esemplari 2014-2017 compaiono spesso tra circa 5.000 e 7.800 euro, mentre le 2017-2020 possono salire verso 8.000 euro se fresche e ben accessoriate.

Per la V-Strom 1050, gli annunci 2020-2023 si muovono spesso tra circa 8.000 e 10.000 euro, mentre le 1050DE 2023-2024 possono stare intorno ai 9.500-11.000 euro a seconda di chilometri e allestimento.

Per la V-Strom 800DE, essendo recente, l’usato è ancora vicino al nuovo: gli annunci 2023-2024 osservati stanno indicativamente tra 8.000 e 9.400 euro.

La fascia più interessante resta questa: V-Strom 650 2017-2022 oppure V-Strom 1000 2014-2018. La prima è la scelta razionale. La seconda è l’affare per chi vuole una maxi vera senza pagare il sovrapprezzo del marchio premium.

Cosa controllare prima dell’acquisto

Sulla V-Strom bisogna evitare due errori opposti: pensare che sia indistruttibile e quindi non controllarla, oppure spaventarsi per chilometraggi che su queste moto possono essere normali. Una V-Strom 650 con 70.000 km ben mantenuta può essere preferibile a una con 25.000 km ferma, arrugginita e trascurata.

Controlli prioritari:

Manutenzione documentata. Tagliandi, olio, filtri, candele, liquido freni, liquido refrigerante, controllo gioco valvole. Il motore è robusto, ma non magico.

Trasmissione finale. Catena, corona e pignone dicono molto su come è stata trattata la moto. Se sono secchi, storti, rumorosi o a fine vita, metti subito in conto la sostituzione.

Freni. Su molte V-Strom usate l’impianto può essere un po’ stanco: tubi originali vecchi, liquido mai cambiato, pinze sporche, dischi consumati. Non è un dramma, ma va considerato nel prezzo.

Sospensioni. Le sospensioni sono spesso il primo vero limite della V-Strom. Se la moto ondeggia, affonda troppo, pompa in uscita di curva o allarga le traiettorie, non dare subito la colpa alla ciclistica: spesso sono olio forcella vecchio, mono stanco o regolazioni sbagliate.

Cuscinetti ruota e sterzo. Da verificare soprattutto su moto usate per viaggiare cariche o su strade rovinate.

Impianto elettrico. Batteria, regolatore, statore, cablaggi aggiunti per faretti, prese USB, navigatori, manopole riscaldate. Gli accessori sono utili, ma i cablaggi fatti male sono una fonte classica di problemi.

Ruggine e ossidazione. La V-Strom viene spesso usata tutto l’anno. Controlla viti, raggi, collettori, staffe, telaio, supporti borse, zona radiatore e sottocoppa.

Segni di caduta. Paramani, leve, pedane, carter, paramotore, telaietti valigie e terminale. Una caduta da fermo non è grave, ma deve essere dichiarata e coerente con il prezzo.

Accessori. Valigie, paramotore, cavalletto centrale, cupolino maggiorato, faretti, selle comfort e manopole riscaldate valgono qualcosa solo se montati bene e se ti servono davvero. Non pagare oro una moto piena di ferraglia inutile.

Difetti e limiti reali

La V-Strom non ha grandi difetti strutturali, ma ha limiti chiari.

La 650 può sembrare poco emozionante se vieni da moto potenti. In due, carico e in salita, il motore va usato di più. Le sospensioni non sono premium. Il freno anteriore è più turistico che sportivo. L’estetica divide, soprattutto sulle prime serie.

La 1000 prima serie ha più carattere ma anche più ruvidità. Va provata bene: se strappa, vibra in modo anomalo o ha una frizione rumorosa, bisogna capire se è normale usura, regolazione, manutenzione arretrata o problema specifico.

La 1000 seconda serie è probabilmente la più equilibrata tra le maxi usate, ma non aspettarti il prestigio percepito di una GS o la raffinatezza elettronica di una Multistrada moderna.

La 1050 è più completa, ma anche più costosa. Se il budget sale troppo, bisogna chiedersi se non abbia più senso valutare anche Africa Twin, Tiger 900, Tracer 9, Multistrada 950/950S o GS usate.

La 800DE è moderna e capace, ma è alta, pesante e con camere d’aria. Per chi viaggia molto su asfalto, la 800RE può essere più sensata.

Le versioni migliori

Se vuoi spendere poco: V-Strom 650 2007-2011 con ABS, ben tenuta, senza troppi accessori improvvisati. È una moto che può ancora fare tutto.

Se vuoi il miglior equilibrio: V-Strom 650 2017-2022, meglio XT se ti piacciono i cerchi a raggi e l’estetica adventure. Hai una moto moderna, affidabile, con controllo di trazione e ottima rivendibilità.

Se vuoi viaggiare in coppia: V-Strom 1000 2014-2019. Ha più motore della 650, costa meno di molte concorrenti e resta relativamente semplice.

Se vuoi una maxi moderna: V-Strom 1050 dal 2020, meglio se ben accessoriata e con manutenzione ufficiale documentata.

Se vuoi fare anche sterrati veri: V-Strom 800DE. Ma solo se accetti altezza, peso e camere d’aria.

Se vuoi la nuova V-Strom più stradale: V-Strom 800RE. Meno immagine da Dakar, più coerenza per l’uso reale.

Alternative da considerare

La V-Strom 650 va confrontata con Honda Transalp 700/750, Honda CB500X/NX500, Kawasaki Versys 650, Yamaha Tracer 7, Yamaha Ténéré 700, Aprilia Tuareg 660 e, sul nuovo, CFMOTO 800MT e Moto Morini X-Cape.

La Transalp 750 è più potente e moderna, ma meno economica sull’usato recente. La Ténéré 700 è più bella e più desiderata, ma su strada è meno protettiva e meno turistica. La Versys 650 è più stradale, molto razionale, ma meno adventure nell’impostazione. La Tracer 7 è più brillante su asfalto, ma meno adatta a fondi brutti e viaggi “sporchi”. La Tuareg 660 è più specialistica e più efficace in off-road, ma costa di più e richiede una scelta più consapevole.

La V-Strom non vince sempre. Vince quando vuoi una moto concreta, durevole, facile da mantenere e realmente polivalente.

Verdetto

La Suzuki V-Strom è una delle moto più intelligenti del mercato usato. Non è la scelta per chi vuole apparire, né per chi cerca la moto più emozionante al bar, né per chi vuole il massimo in un singolo campo.

È la scelta per chi vuole partire.

La 650 resta il cuore della famiglia: economica, affidabile, comoda, sincera. La 1000/1050 aggiunge motore e capacità turistica. La 800 apre il nuovo corso, più moderno e più adventure, ma anche meno semplice e meno “vecchia scuola”.

La migliore da comprare, oggi, è probabilmente una V-Strom 650 XT dal 2017 in poi, con manutenzione documentata, pochi proprietari, accessori sensati e prezzo non drogato. Ma se trovi una 1000 seconda serie ben tenuta al prezzo giusto, guardala con attenzione: potrebbe essere uno degli acquisti più intelligenti nel mondo delle maxi da viaggio.

La V-Strom non sarà una moto da sogno, ma è una grande moto.

Una compagna da tutte le stagioni.
Una compagna da tutte le stagioni.